Posts contrassegnato dai tag ‘Andy Warhol’

Su gentile concessione di mia moglie pubblico una carrellata di scatti relativi al suo recente viaggio a Berlino.
Presto arriveranno altrettante fotografie da un’altra capitale Europea: Bruxelles.

Buona serata,
Claudio

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Marzo 1967: 43 anni fa nasceva la banana più famosa della storia, appiccicata sul fondo bianco del disco che avrebbe cambiato la storia del Rock.
La ricetta è esplosiva.  Prendete Lou Reed – studente di letteratura e compositore folk, John Cale – musicista d’avanguardia, Sterling Morrison – chitarrista allampanato e Maureen Tucker – batterista goffa e tribale. Aggiungete un certo Andy Warhol, che nel pieno della sua follia creativa trascinò i ragazzi nella sua Factory newyorkese: vero ombelico della contaminazione pop. Proprio dal suo genio nacque l’ormai celebre banana gialla sbucciabile, munita di una sola semplice avvertenza: peel slowly and see (pelare piano e vedere..).  Infine: aggiungete una teutonica valchiria dark munita di marcato accento crucco – Nico – che Warhol impose letteralmente a Reed e Cale.

Ecco quindi servito The Velvet Underground & Nico: molto più di un disco, piuttosto è l’ ineguagliabile tentativo di portare la musica ad una dimensione onirica, malata, pericolosa, caleidoscopica, distorta. Le liriche di Lou Reed raccontano notti di droga, sesso sadomaso, autodistruzione, decadenti feste mondane. Un vero viaggio nel profondo del Male di Vivere dal quale però si può emergere purificati, guariti, come quando si supera un trauma.  Merito dell’incessante viola di Cale, dei ritmi ossessivi -primitivi vorrei dire- di Tucker e della cacofonia totale creata dalla voce di Lou Reed: sembra un vetro che si infrange, un mantra metropolitano. Lasciate ogni speranza o voi che entrate: c’è appena il tempo di farsi distrarre dall’accento di Nico, poi si precipita nel vuoto e non è facile arrivare alla fine senza esserne veramente cambiati. Ci si può avvicinare a questo disco da molte direzioni, nessuna delle quali è veramente dominante sulle altre.

Se ami l’arte hai un buon motivo per partire da Warhol e arrivare ai Velvet. Se ti chiedi da dove nasce la musica rock, dark, new wave, noise, grunge forse è il caso di ascoltare i Velvet.  Se sei alla ricerca di testi pieni di letteratura puoi ascoltare .. i Velvet ! Partire dai REM, dagli Afterhours, dai Nirvana o dai Duran Duran non fa differenza perchè se vai a ritroso arrivi sempre allo stesso punto di partenza.   Non ho certo la velleità di esaurire ogni possibile aneddoto collegato a quello straordinario periodo; neppure vorrei raccontare nel dettaglio ogni canzone.. stasera ho solo una bella occasione  per ricordare momenti indimenticabili: una mostra alla Triennale di Milano, un concerto, un film, una serata. Quante volte, con Silvia, abbiamo pontificato su questo disco..lo stesso è successo anche con mio fratello Roberto, artista, che conosce a memoria ogni passaggio.

Se dopo tutto questo non vi ho stimolato una sana curiosità, scusate ma forse è il caso di sintonizzarvi sulla Clerici !

Buona serata, Claudio