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Non scrivo da un po’ : questo non significa che negli ultimi tempi non siano successe cose che avrei voluto raccontare. Un viaggio in Polonia, la moglie sequestrata dai Cinesi, una bellissima serata con gli amici di sempre o alcune concitate riunioni sindacali difficili da gestire. Una condensazione di eventi da mettere in scaletta, talmente pesanti in senso positivo o negativo da determinare un blocco catatonico di emozioni. Restano alcuni pending da risolvere: su tutti il fatto che Lei non è qui con me e si trova dall’altra parte del mondo con un foglietto che dice che – forse – venerdì prossimo potrà ritornare in patria.
Nel frattempo qualche lampo di genuina esaltazione  filtra fra le pieghe di una giornata lavorativa e l’altra: Mourinho che alza gli indici al cielo al Camp Nou con gli occhi puntati alla sterminata folla spagnola; Paolo Nutini che sorseggia un bicchiere di rosso e barcollando tira fuori un blues degno del Delta del Mississippi sul palco del Primo Maggio a Roma; Al Pacino-rapinatore-di-banca che strillando “Attica! Attica! Attica!” in Quel Pomeriggio di un Giorno da Cani si conquista applausi dalla folla; in un albergo di Cracovia apprendo guardando la tv satellitare che Brunetta ha mandato in pensione le raccomandate e le code agli sportelli per passare alla PEC; il cazziatone di Berlusconi a Fini che si alza dalla poltroncina dicendo “che fai mi cacci ?!”; le bandiere tricolore che stanno invadendo Bergamo e provincia e che annunciano un raduno degli alpini davvero molto fragoroso; i moscerini di Castel Liteggio e la pace infinita che regalo una qualsiasi cascina della Bassa Bergamasca; la nuova calamita che ho comprato all’aeroporto di Cracovia ed ho attaccato alla cappa; il mio nuovo casco modulare della Nolan che ho appoggiato sugli scaffali della libreria; il profumo del caffè della Nonna Lina che ho bevuto poco fa.

Ogni articolo ha una colonna sonora che mi aiuta a tirare fuori i pensieri.
Quella di oggi è Muddy Waters: Mannish Boy e la dedico a Thomas Ferrari, che è un vero uomo e un bravo papà oltre che uno dei miei migliori amici.

Now, when I was young boy,
At the age of five.
My mother said I would be,
The greatest man alive.
But, now I’m a man

Alla prossima,

Claudio

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“Saltato su un treno merci che partiva da Los Angeles in pieno mezzogiorno d’una giornata di fine settembre del 1955 presi posto su un carro aperto e mi sdraiai col mio sacco a spalla sotto la testa a gambe accavallate e contemplai le nuvole mentre correvano a nord verso Santa Barbara. Era un treno locale e la mia intenzione era di dormire quella notte sulla spiaggia di Santa Barbara e salire la mattina dopo su un altro treno locale fino a San Luis Obispo oppure su un merci espresso che arrivava direttamente a San Francisco alle sette di sera…”
Jack Kerouac – “I  Vagabondi del Dharma”

 

Pochi giorni fa sono passati a trovarci  i due nostri cari amici Marco e Paola: gente abituata a partire. Trolley o tenda non fa differenza: negli ultimi anni non hanno perso tempo, girando quanto basta da saturare interi hard-disk sotto il peso di giga-foto-ricordo. Marco è uno da treppiede, attesa snervante, tramonto in technicolor, grandangolo Nikon e click-foto-cartolina.

..e infatti ho pensato bene di chiedere che mi lasciasse sul pc alcuni scatti fatti ai Laghi di Plitvice, che pubblico oggi per chi, come noi, voglia programmare prima o poi una capatina in loco.

E poi come se non bastasse ci hanno raccontato della cavalcata automobilistica dopo la notte insonne dell’ultimo dell’anno: un giretto invernale sulla famosa Romantische Strasse, che da Füssen a Würzburg (366 km) porta alla scoperta di alcuni dei paesaggi più affascinanti e ricchi di storia della Baviera e del Baden-Württemberg.  A dire il vero non ricordo il nome della piccola città in cui sono rimasti sepolti e che ho ammirato nelle foto.  Ma era un crogiuolo di neve e case a punta, alberi di natale e stradine strette. 

Morale della favola: qui in casa Pesenti-Ferrari si è innescata un’incontenibile voglia di rimettersi in viaggio verso qualunque posto. E lo si capisce perchè girano atlanti stradali e guide turistiche che fino all’altro giorno prendevano polvere.  La prossima a partire è Silvia: fra un mese volerà per la seconda volta nel giro di pochi mesi in una delle più belle e cosmopolite capitali europee, Berlino. Prima o poi credo mi deciderò a pubblicare una carrellata di impressioni, fotografie e ricordi di quella stessa Berlino che ho conosciuto a Settembre 2009.

Buon week end ai pochi (per ora) ma assidui lettori,  Claudio.

Domattina forse l’asfalto sarà bianco di brina, ma naufragar ci è dolce in questi laghi..

Copyright 2009 – Marco e Paola