Fazio nel Giurassico

Pubblicato: 30 ottobre 2011 in Attualità, Uncategorized
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La puntata di Che tempo che fa che si è appena conclusa ha del miracoloso: passerà alla storia per aver svelato alle masse qual è il tallone di Achille del buon Fazio, l’elettroshock che solo riesce a smuoverlo dall’usuale accomodante ospitalità super partes, l’imprevisto che turba il placido scorrere della sua conduzione. A dire il vero, dopo tre giorni di convegno -o come altro vogliate definirlo- alla Leopolda, il sindaco di Firenze Matteo Renzi non ha innervosito solo Fazio.

Avrete letto tutti le dichiarazioni di Bersani, Vendola&C all’indomani dell’inaugurazione dell’esperimento socio-politico voluto da Renzi: tra battute più o meno sagaci, il messaggio neanche tanto sotterraneo è stato “Finchè giochi a fare il rivoluzionario senza toccare la nostra autorità, fai pure…ma non spingerti più in là”.

Ora: che un Bersani, segretario di un partito che di unitario non ha più nulla, si indispettisca se un giovane iscritto con un bel pò di militanza istituzionale sulle spalle dice e fa cose che implicano un invito ad uscire dall’ immobilismo che qualsiasi osservatore politico rileva da anni, ci può stare – sa tanto di coda di paglia in fiamme, ma tant’è-: che una Rosy Bindi, finora così assennata e ponderata su qualsiasi tema, lo liquidi come un arrogantello che vuole sfidare l’autorità, comincia a starci un pò meno -almeno per il cliché che vorrebbe le donne essere più lungimiranti e capaci di riconoscere il talento-; ma che il conduttore di una trasmissione della rete più di sinistra della Rai, famoso per la trasversalità  con cui sceglie il colore politico degli ospiti, la sua assoluta mancanza di aggressività e la rara capacità di lasciar parlare l’intervistato per più di dieci secondi netti, si lasci andare a gesti di stizza e risatine infastidite quando Renzi afferma di non avere come obiettivo la candidatura alle primarie, ma semplicemente il rinnovamento della proposta politica del suo partito, è francamente l’ultima cosa che mi sarei aspettata di vedere stasera.

Aspettavo questa puntata con curiosità: volevo verificare se Renzi mi avrebbe fatto l’impressione di essere un demaogog furbetto, come pensavo fosse: ma mi sono piacevolmente stupita nel constatare il semplice buon senso mantenuto come filo conduttore di tutte le sue risposte.

Perchè pensare, come ha accusato Fazio con le guanciotte tremanti, che il fatto di riunirsi per un brain storming sul rinnovamento possa essere un danno per la sinistra, nel momento in cui risulta essere in testa ai sondaggi? Non farebbero meglio, Bersani e la Bindi, a cavalcare l’entusiasmo generato da Renzi, indicandolo come esempio delle nuove leve cresciute nel partito? Un genitore di solito è gratificato dai complimenti che il figlio riceve, sono indirette conferme della sua bravura di educatore… Le prese di posizione di Bersani sanno tanto di mani messe avanti per prendere le distanze da qualcosa che non sa come interpretare, controllare, ma che sente distintamente come una minaccia alla sua leadership.

Quale leadership, poi? sempre Fazio mostra una pagina del Corriere in cui vengono enumerate le 17 (diciassette!) correnti di cui è composto il PD: troppe persino per un maestro dell’unificazione fantasiosa come il nostro premier, figuriamoci per Bersani che ancora parla per slogan ‘tu nero, io rosso’.  La disomogeneità della sinistra è un tasto su cui si è spesso battuto per giustificare la sua impossibilità a battere la corazzata PdL: Fazio ha provato a far dire a Renzi che il naturale sbocco della kermesse è la candidatura del giovane sindaco alle primarie…illazione puntualmente rintuzzata. Ma perchè, mi chiedo, un tentativo di riunire la meglio gioventù per ricavare proposte concrete su come far uscire l’Italia dal pantano deve necessariamente concludersi con il tornaconto personale della richiesta di potere per l’organizzatore? Un modo molto cinico di pensare, davvero da dinosauri della politica! Una gaffe di Fazio che la dice lunga su quale sia il retropensiero di ogni impegno di oggi, politico, sociale o intellettuale che sia.

Quello che manca ai volti noti della sinistra di oggi è la mentalità dell’ imprenditore accorto, che si riassume tutta nella frase pronunciata in chiusura da Renzi: un bravo presidente del Consiglio deve essere capace di circondarsi di collaboratori più bravi di lui. E’ esattamente questo il punto: la favola dell’uomo della Provvidenza che da solo solleva un Paese dalla crisi è tramontata insieme all’implosione del progetto del Berlusconi datato 1994. Il modello vincente oggi è quello di un gestore di eccellenze, che sappia riconoscere e valorizzare le professionalità che, insieme, possono dare credibilità e traino al nuovo direttivo: una sorta di CEO che sappia dove vuol vedere andare l’azienda Italia, e che ‘assuma’ per questo le competenze che ritiene più qualificate per andare verso quell’obiettivo.

I dinosauri di cui parlava Renzi non lo sono -non solo- per motivi anagrafici, ma soprattutto per mentalità. Che Bersani , Vendola , la Bindi e tutta l’intellighenzia che ha suggerito a Fazio l’indignazione vadano a scuola da un uomo che non è certo un ventenne, ma che ha capito quello che nessuno di loro ha colto: non ha più senso pensare di dividere destra e sinistra in compartimenti stagni! Ciò che c’è di valido e concreto per uscire dalla crisi deve essere applicato, che provenga dall’una o dall’altra parte: leggete i commenti di Pietro Ichino sull’attualità, c’è di che meditare.

Silvia

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commenti
  1. alessiaepifani ha detto:

    ciao silvia! che sospirone che mi viene ogni volta che leggo o ascolto commentare il nostro paese! ieri dopo aver letto il tuo post sono subito andare a vedere la puntata di fazio…….dilemma scaturito: ce la farà la nostra generazione a costruirsi un futuro dignitoso nonostante il fatto che i ‘grandi’ non ci vogliono lasciare lo spazio per diventare noi(!) grandi a nostra volta?! proprio ieri io e il mio compagno abbiamo passato un paio d’ore a parlare con due nostri amici della ‘melma’ (come diceva renzi da fazio) in cui ci si sente imprigionati in italia nel ruolo del giovane che affronta il mondo del lavoro…altro sospirone di tristezza! io e il mio compagno ci siamo trasferiti a londra da dieci mesi…per lavorare (!) qui non è l’eldorado, ma la qualità della vita di un lavoratore sembra, per ora, essere più dignitosa….stiamo bene, eppure ogni volta che ci penso mi viene rabbia perchè ti costringono ad andartene se non ti vuoi sottomettere al sistema feudale! spero davvero che la nostra generazione ce la farà a fiorire……finger crossed! a presto (e grazie anche per il suggerimento di leggere Ichino!)

    • bikersbooks ha detto:

      Ciao Alessia! Mi incuriosisce molto la vostra storia: cosa fate a Londra? come siete arrivati a maturare la decisione di trasferirvi? Io e Claudio abbiamo spesso discusso delle ‘fughe di cervelli’ : mentre io sono sempre stata possibilista e periodicamente venga presa dalla voglia di emigrare, Claudio -che è un gran bell’esempio di trentenne brillante e di talento..e non lo dico solo perchè l’ho sposato!- sostiene la necessità di restare , per migliorare le cose a partire dal proprio contesto quotidiano.
      Se avrai voglia di raccontarmi pezzetti di vita londinese, li leggerò volentieri.
      So long then! 🙂
      ps. ho scoperto Ichino grazie a Claudio, che l’ha avuto come docente all’università: mi ha subito conquistato per la profondità di analisi e la capacità di spiegare i grandi temi economici ai dummies in materia, come me…se ti interessa il suo blog è http://www.pietroichino.it

      • alessiaepifani ha detto:

        ciao silvia! mi trovo davvero bene a fare ‘4chicchiere’ con te e volentieri cerco di darti un sunto della nostra decisione perchè penso che i racconti delle esperienze altrui possono sempre essere spunto di riflessione per noi stessi (come è stato per me con più di un vostro post!)
        noi in realtà, all’inizio, abbiamo deciso di trasferirci per lavorare a londra (il mio compagno aveva già lavoro qui, io lo sto cercando da un paio di mesi) non come ‘cervelli in fuga’, ma perchè entrambi siamo convinti che confrontarci con una realtà diversa da quella in cui siamo cresciuti ci avrebbe aiutato a crescere e ad ampliare i nostri orizzonti! e questo lo pensiamo profondamente e lucidamente (tanto che ultimamente abbiamo anche riflettuto su un’offerta di lavoro a singapore!)
        l’amarezza che ti confidavo l’altro giorno si è sviluppata con il tempo:….della serie ‘cervelli in fuga’ ci siamo diventati quando eravamo già all’estero! leggendo i giornali e molto più ascoltando i racconti dei nostri amici rimasti in italia! racconti di coppie che non ce la fanno a comprare casa nonostante entrambi a contratto indeterminato, di menti sopraffine che devono piegarsi a lavori ripetitivi che non amano, lavoratori che tornano a casa a orari assurdi senza avere tempo per ‘vivere’ altro! il dramma maggiore ai miei occhi (che sono un po’ sognatrice!) qual è?! che se hai tutto questo in italia ti devi considerare fortunato! cioè è un conflitto interiore stridente: sei grato alla sorte perchè hai un lavoro per cui non hai studiato che non ti realizza che ti mangia la maggior parte delle energie….!
        qui a londra domenico (il mio compagno), ringraziando Dio!, ha un lavoro che gli piace, lo stimola e per cui ha duramente studiato! ha un salario non eccessivo ma onestamente calibrato al costo della vita, non diminuito perchè è giovane e che crescerà se se lo meriterà; ha orari di ufficio umani e rispettosi della persona (e questo per me vale tantissimo) che ci permettono di trascorrere tempo insieme oltre quello del finesettimana!
        ci sarebbero tante altre piccole cose da raccontare, non è solo una disparità grossolana ma non voglio scrivere un poema!
        la conclusione è che nonostante siamo tutti e due fermamente convinti di tornare in italia fra qualche anno, continuiamo a chiederci….ma ne varrà davvero la pena!?
        e dopo tutte queste parole, pensa che io sono assolutamente d’accordo con il punto di vista di claudio: poche chicchiere, se una cosa non ti piace, non hai che da rimboccarti le maniche e fare del tuo meglio per migliorarla! come diceva gaber libertà è partecipazione!

        sono sempre molto contenta quando incontro testimonianze di vita positive come la vostra! rinforzano la speranza e l’ottimismo :D!

        a presto
        alessia

        ps non mi sono dimenticata delle info sull’india! vi scrivo presto!

  2. in fondo al cuore ha detto:

    Ciao Silvia, arrivo qui per caso e sono una tua omonima….ti dirò, quando votavo non l’ho mai fatto per la sinistra…..ma se si candidasse Renzi ritornerei a votare per votare lui, l’unico con un pò di cervello che ho sentito finora di tutti i politici! E’ ora che tutti i dinosauri se ne vadano via per sempre, hanno già fatto abbastanza guai, che lascino spazio alla nuova generazione della politica, peggio di loro non potranno mai fare, ti auguro una buona giornata!

  3. alessiaepifani ha detto:

    ciao silvia!
    ti scrivo per linkarti un articolo molto interessante sull’islanda, su come ha superato la sua crisi economico-politica, e su quanto poco se ne è parlato in giro (in italia, mi sono un po’ informata ne aveva scritto il sole24ore)! certo la situazione sociale italiana è completamente diversa (non sia altro che per il numero di abitanti!), ma riflettere sulle scelte un po’ alternative di altri è sempre buono!
    http://bellacaledonia.org.uk/2011/08/25/why-iceland-shold-be-in-the-news-but-is-not/

    a presto
    alessia

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