Impressioni scombinate di una mattina di ottobre in un villaggio Bergamasco

Pubblicato: 15 ottobre 2011 in Family & Friends, Pensieri
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Scanzorosciate. 15 ottobre, ore 7.51:

mia moglie cerca di appisolarsi sul divano dopo una notte quasi insonne dovuta a turbolenze interiori e di interiora, io bevo un thè caldo e mi godo il panorama dalla finestra della cucina. La siepe sembra voler produrre ancora qualche fogliolina rossa, il cielo è rosato e attraversato dalle colline Scanzesi belle come sempre. La casa è silenziosa ma fra poche ore si trasformerà in una Babilonia di rumori (aspirapolvere Dyson rigorosamente pilotato da me!). Alle 12.00 circa avremo ripulito tutto -quasi- alla perfezione, avremo il frigo pieno di frutta e verdura ed io avrò comprato la focaccia fresca. E’ uno sfizio del mezzogiorno del sabato non lavorativo, alternativo al pane alle olive. Nel pomeriggio mia moglie andrà in palestra, poi a trovare i suoi genitori.

Il suocero è in guerra con i calcoli per spazzare via i quali non basta il napalm. Forse una tisana all’uranio impoverito con biscottini della Finish e una bella fetta di torta a base di fosforo bianco potrebbe essere la strada giusta ! Perchè mai una brava persona dovrebbe preoccuparsi di verificare che i bastardi invasori calcarei si innestano dentro di lui subdolamente, senza nemmeno avvisare ? Solidarizzo filosoficamente con lui, mentre continuo ad osservare il cielo rosato e penso che il mio giardino dovrebbe sistemato.
Il sabato mattina di non lavoro è una cosa meravigliosa e surreale per chi vive una vita di commuting casa-lavoro-casa con azzeramento del tempo libero come la mia. Vale la pena decelerare e guardare il paesaggio circostante come qualcosa di prezioso e per niente scontato: bellissima la normalità.

Alcune volte, dopo centinania di kilometri di pioggia battente che si infilava letteralmente in ogni dove, a 50-60 minuti dall’arrivo a destinazione, con la moto che implorava un’idea di asciutto, pensavo che noi bikers siamo dei masochisti moderni e dei romantici idealisti. Ci autoconvinciamo che il disagio sia il riscatto, invece è disagio e basta ! Adesso nei miei pensieri avrei voglia di percorrere le highways di Los Angeles con la mia moto, insieme a Silvia.

Mia moglie si sta svegliando ed il mio aspirapolvere è pronto alla solita battuta di caccia all’acaro. Il dovere mi chiama.

Tu chiamala, se vuoi, serenità.

Buona giornata,
Claudio

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