Mezzo milione di amici

Pubblicato: 9 maggio 2010 in Attualità, Pensieri
Tag:, , , , ,

La nostra Bergamo in questi due giorni ha accolto centinaia di migliaia di Alpini provenienti da tutta Italia. Da settimane ci siamo abituati alla convivenza con bandiere tricolore che probabilmente erano scomparse in soffitta dopo la vittoria ai Mondiali: strano per una provincia, come la nostra, politicamente autonomista.. o sarebbe meglio dire Leghista. Venerdì a mezzogiorno ero a pranzo al solito ristorante di Ponte San Pietro e il pizzaiolo mi ha detto di trovare incoerente e un po’ ipocrita questa invasione di bandiere dopo che la Lega (quindi, secondo la sua equazione,  anche molti bergamaschi) aveva espresso distacco nei confronti di un altro evento importante come il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il 3 di maggio Calderoli aveva acceso la polemica annunciando che probabilmente non parteciperà alle celebrazioni. Difficile controbattere gli argomenti del buon pizzaiolo eppure c’è qualcosa di più complesso da considerare. Siamo incoerenti noi bergamaschi: gente chiusa e diffidente ma tanto generosa e solidale; moltissimi si lamentano della presenza degli stranieri eppure nelle nostre fabbriche gli operai senegalesi parlano il dialetto locale; si vorrebbe boicottare l’unità d’Italia una settimana prima e quella dopo 450.000 penne nere arrivano in Città accolte come fossero figli che tornano dall’estero. Appunto.

Questa mattina, con Silvia, abbiamo preso il trenino delle Valli per andare a rendere omaggio a questo popolo di ospiti e di amici provenienti da tutta Italia. Che emozione osservare vecchi e giovani  – i vèci e i bòcia – passeggiare e cantare insieme; che orgoglio sentire il suono della grancassa tuonare in via Papa Giovanni XXIII annunciando la parata. Forse allora il discorso dell’incoerenza è un po’ troppo limitato per descriverci;  forse non siamo tutti xenofobi analfabeti;  forse dentro i nostri cuori duri si nascondono le storie e le vite difficili dei nostri nonni.

Vi lascio con uno dei passaggi più emozionanti de Il Sergente nella Neve di Mario Rigoni Stern. La scena è surreale: lui arriva in divisa in una casa piena di soldati Russi, attorno a una tavola. Gli viene offerto da mangiare, da bere e nessuno sembra scosso dal suo arrivo. Ci sono anche alcune donne e dei bambini. Fuori la battaglia impazza, dentro casa si realizza un piccolo miracolo: niente più guerra, niente più contrapposizioni. Forse anche questa è ipocrisia, direbbe il mio amico pizzaiolo. A proposito di incoerenza: io ho fatto l’obiettore di coscienza !

« …Corro e busso alla porta di un’isba. Entro.
Vi sono dei soldati russi, là. Dei prigionieri? No. Sono armati. Con la stella rossa sul berretto! Io ho in mano il fucile. Li guardo impietrito. Essi stanno mangiando attorno alla tavola. Prendono il cibo con il cucchiaio di legno da una zuppiera comune. E mi guardano con i cucchiai sospesi a mezz’aria. – Mnié khocetsia iestj, – dico. Vi sono anche delle donne. Una prende un piatto, lo riempie di latte e miglio, con un mestolo, dalla zuppiera di tutti, e me lo porge. Io faccio un passo avanti, mi metto il fucile in spalla e mangio. Il tempo non esiste più. I soldati russi mi guardano. Le donne mi guardano. I bambini mi guardano. Nessuno fiata. C’è solo il rumore del mio cucchiaio nel piatto. E d’ogni mia boccata. – Spaziba, – dico quando ho finito. E la donna prende dalle mie mani il piatto vuoto. – Pasausta, – mi risponde con semplicità. I soldati russi mi guardano uscire senza che si siano mossi. Nel vano dell’ingresso vi sono delle arnie. La donna che mi ha dato la minestra, è venuta con me come per aprirmi la porta e io le chiedo a gesti di darmi un favo di miele per i miei compagni. La donna mi dà il favo e io esco.
Così è successo questo fatto. Ora non lo trovo affatto strano, a pensarvi, ma naturale di quella naturalezza che una volta dev’esservi stata tra gli uomini. Dopo la prima sorpresa tutti i miei gesti furono naturali, non sentivo nessun timore, né alcun desiderio di difendermi o di offendere. Era una cosa molto semplice. Anche i russi erano come me, lo sentivo. In quell’isba si era creata tra me e i soldati russi, e le donne e i bambini un’armonia che non era un armistizio. Era qualcosa di più del rispetto che gli animali della foresta hanno l’uno per l’altro. Una volta tanto le circostanze avevano portato degli uomini a saper restare uomini. Chissà dove saranno ora quei soldati, quelle donne, quei bambini. Io spero che la guerra li abbia risparmiati tutti. Finché saremo vivi ci ricorderemo, tutti quanti eravamo, come ci siamo comportati. I bambini specialmente. Se questo è successo una volta potrà tornare a succedere. Potrà succedere, voglio dire, a innumerevoli altri uomini e diventare un costume, un modo di vivere… »

Il Sergente nella Neve – 1953

Annunci
commenti
  1. marco ha detto:

    Anche io la mia famigliola ci eravamo ripromessi, tempo permettendo, di rendere omaggio a questi alpini di tutta italia. Purtroppo domenica pomeriggio la pioggia faceva da padrona, cosi’decidemmo, mio malgrado, di fare una passeggiat all’oriocenter; sicchè all’altezza del rondo’ delle valli un gruppone di alpini armati di trombe e tamburi si accingeva a sfilare in quel di bergamo.A quel punto sentii come un richiamo, che non mi apparteneva non avendo nemmeno fatto il militare, e dopo venti secondi facemmo inversione di marcia.Armati di ombrelli e marsupio per il Simone, salimmo (per la prima volta)sul trenino che ci porto’ a Bergamo. In soli quindici minuti giungemmo a destinazione, e lo spettacolo che ci trovammo davanti fu esaltante: una marea di alpini da tutta italia che invadeva la città, tutti uniti in un’unica bandiera quella italiana, da nord a sud senza distinzione. E’ stato bellissimo vedere anche dai mass-media la fierezza nel volto di questi alpini, l’orgoglio con cui portano il cappello; il senso della patria che portano nel cuore! Vedere il vecchio presidente bergamasco dell’A.N.A. che in un impeto d’orgoglio mette in fila le proprie vertebre incurante della sofferenza mostrando ancora una volta di che pasta è fatto un vero alpino. Per non parlare degli amici abruzzesi che in segno di riconoscimento hanno ripulito le mure di città alta. be’, dopo tutte queste cose mi sorge una domanda spontanea: sara’ stata una giusta idea quella di non rendere piu’ obbligatorio il servizio di leva? Ma…………

    • bikersbooks ha detto:

      Grazie Marco del tuo prezioso contributo. Bella l’immagine di voi che fate retromarcia e mollate l’Oriocenter per l’Adunata. In un certo senso sono due mondi contrapposti: simbolo della grassa passività dei nostri tempi il primo e scintilla d’orgoglio locale e nazionale il secondo. Ho parlato con molte persone delle emozioni provate all’adunata e tutte mi hanno riferito della loro emozione. Non è un cosa che accade tutti i giorni sentire questa sincera energia, questo calore benevolo e lontano da qualsiasi speculazione politica. Qualche ministro (La Russa) ci ha provato a strumentalizzare questa condensazione di emozioni con affermazioni semplicistiche. La verità è che la nostra storia E’ la storia di questi Alpini: perchè ci somigliano. Gente seria, allegra e rumorosa, che potrebbe dare la vita per un’idea. Moltissimi HANNO dato la vita: nel gelo dell’inverno Russo oppure per difendere i confini di quella che oggi è la nostra Italia. Non lo so se questa energia dipenda dall’imposizione della naja oppure no; di certo domenica ci siamo ritrovati tutti: neri, rossi o padani.. interisti e milanisti…pacifisti e nazionalisti. Ma soprattutto per noi bergamaschi è un riscatto morale e un segnale di speranza per quello che verrà oppure un’oasi nella desertificazione totale dei giorni odierni.
      Claudio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...